Direttiva UE sul Whistleblowing: cosa prevede e come prepararsi

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Dopo il Parlamento Europeo, il 7 ottobre il Consiglio dei ministri dell’Unione Europea ha approvato la Direttiva sul Whistleblowing, lasciando in maniera definitiva la questione in mano agli stati membri. Entro 2 anni dovranno infatti conformare le legislazioni nazionali agli standard di protezione previsti dalla Direttiva.

Cosa prevede la direttiva (parte seconda)

Avevamo già presentato alcuni punti essenziali della Direttiva in questo articolo, a proposito dell’approvazione da parte del Parlamento Europeo il 16 aprile scorso. Oltre a questi, la Direttiva prevede:

  • l’inclusione fra le violazioni di atti illecitie omissioni o attiin contrasto all’oggetto o agli scopi della Direttiva;
  • l’irrilevanza delle motivazioni che hanno spinto il whistleblower a effettuare la segnalazione;
  • la deroga alla protezione dell’identità del segnalante, avvisato in anticipo, solo se imposta dal diritto nazionale o dell’Unione;
  • la possibilità di segnalare illeciti direttamente alle autorità competenti;
  • la segnalazione tramite media in alcune circostanze, per esempio il caso in cui l’illecito costituisca un pericolo imminente per l’interesse pubblico;
  • il divieto di qualsiasi tipo di ritorsione, diretta o indiretta;
  • sanzioni per chi metta in atto ritorsioni, ostacoli il segnalante o non osservi l’obbligo di non divulgare l’identità del segnalante;
  • la riassunzione provvisoria fino alla fine del procedimento legale;
  • l’obbligo di garantire l’accesso a un servizio di consulenza completa, indipendente, facilmente accessibile e gratuito;
  • la possibilità di assistere i whistleblower dal punto di vista legale e finanziario;
  • la preminenza della direttiva rispetto a leggi e regolamenti in contrasto con il diritto alla segnalazione;
  • l'obbligo di prendere in carico la segnalazione e di fornire feedback al segnalante in tempi ragionevoli;
  • la possibilità per gli Stati Membri di attuare una legislazione ancora più orientata alla protezione del segnalante rispetto alla Direttiva;
  • l’indicazione a non prendere a modello la Direttiva per sopprimere norme nazionali più avanzate in tema di protezione del segnalante.

Come farsi trovare pronti? I vantaggi di un buon sistema informatico

Il giusto approccio a questo tema è sicuramente agire d’anticipo rispetto al termine ultimo in cui le legislazioni nazionali dovranno recepire la Direttiva europea. Un sistema informatico dedicato alla gestione del Whistleblowing può rappresentare un valido strumento per una corretta presa in carico delle segnalazioni e per garantire la massima protezione dell’identità del segnalante. Questo però solo se progettato per:

  • garantire l’accessibilità ai dati solo da parte dei soggetti abilitati;
  • soddisfare i requisiti richiesti non solo dalla Direttiva europea, ma anche dai più elevati standard e best practices internazionali;
  • gestire la segnalazione in maniera trasparente, attraverso un iter procedurale definito e con termini certi;
  • tutelare la riservatezza dell’identità del segnalante e del contenuto della segnalazione;
  • permettere all’utente di visualizzare lo stato di avanzamento della propria segnalazione in maniera riservata durante tutto l’iter gestionale;
  • prendere in carico, monitorare e archiviare tutte le segnalazioni, assicurandone la tracciabilità;
  • offrire una user experience ottimale, in modo da facilitare l’utente nel compiere la segnalazione;
  • prevedere l’estensione dell’utilizzo del sistema a terze parti (appaltatori, consulenti, fornitori…).

eWhistle è il software che risponde a tutti questi criteri e che permette quindi di gestire in maniera ottimale i casi di whistleblowing, migliorando la compliance aziendale. Scopri di più.

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