Whistleblowing: a che punto siamo

 

Con l’approvazione della Direttiva europea sul whistleblowing lo scorso 16 aprile, si compie un significativo passo avanti nella tutela di chi segnala comportamenti illeciti sul posto di lavoro.

Oltre a stabilire requisiti minimi di protezione, garantendo un trattamento uniforme del segnalante in tutto il territorio dell’UE, e a intervenire anche nei Paesi che non hanno ancora legiferato in questa materia, la direttiva introduce novità che rafforzano in maniera significativa le tutele previste dalle leggi nazionali.

Cosa prevede la Direttiva

La Direttiva, che segna una svolta nella lotta alla corruzione e nella protezione dell’identità del segnalante e colma le lacune della legge italiana entrata in vigore il 30 novembre 2017, introduce:

  • Obbligo per le organizzazioni con più di 50 dipendenti di introdurre sistemi affidabili anche dal punto di vista informatico
  • Possibilità di scegliere se effettuare la segnalazione internamente o esternamente (rivolgendosi ad autorità nazionali, organi e agenzie UE)
  • Stesse garanzie dei lavoratori del settore pubblico per i lavoratori del settore privato
  • Estensione delle tutele anche ad altri soggetti oltre ai dipendenti (fornitori, consulenti, appaltatori ecc…), ovvero le cosiddette “terze parti”
  • Obbligo per l’ente o azienda di prendere in esame le segnalazioni anonime
  • Protezione dell’identità del segnalante anonimo anche in caso di rivelazione posteriore
  • Stessa tutela riservata al segnalante per chi “supporta” quest’ultimo nella segnalazione.

Quanto manca al traguardo

Ora la palla passa ai singoli stati membri, che hanno due anni di tempo per recepire quanto votato al Parlamento Europeo con una maggioranza piuttosto ampia (solo 29 contrari e 33 astenuti, a fronte di 591 favorevoli).

Mentre i dati pubblicati recentemente da Anac attestano una vera e propria impennata delle segnalazioni negli ultimi anni in Italia, il trattamento e la tutela dell’identità del segnalante rimane un aspetto fondamentale della legge ancora, troppo spesso trascurato. La prima risposta a questa criticità non può prescindere dall’adozione di una piattaforma digitale sicura.

eWhistle è il software per la gestione delle segnalazioni non solo progettato per permettere alle aziende di adeguarsi alla norma relativa al whistleblowing, ma capace di offrire standard di protezione ben al di là degli obblighi di legge: requisiti che si imporranno a breve con l’approvazione della direttiva europea. Scopri di più.

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